11novembre18 - Parrocchia San Vincenzo

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11novembre18

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LA MADONNA DI BUGLOSE
Entrando nella chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, a destra dell’altare, possiamo ammirare la statua della Madonna di BUGLOSE, venerata da san Vincenzo.
Le guerre di religione che sconvolsero la Francia nel 1500 e opposero Cattolici e Protestanti (chiamati Ugonotti), causarono la distruzione delle immagini sacre come predicavano i Calvinisti.
Non lontano dal paese di Puy, sorgeva un piccolo oratorio con la statua della Madonna, molto frequentato dai fedeli, in seguito distrutto dalla ferocia degli Ugonotti.
Se avessero trovato l’immagine della Madonna, gli Ugonotti l’avrebbero distrutta. Così alcuni fedeli, precipitosamente, la gettarono nella palude vicina.
Il tutto avvenne segretamente così che la statua restò nascosta per più di cinquant’anni, fino all’inizio del 1600, quando un mandriano della vicina parrocchia di Puy, mentre conduceva al pascolo i suoi buoi nelle lande vicine alla palude dove era stata gettata la statua della Madonna, osservò più volte che uno dei suoi buoi si scostava dagli altri avvicinandosi di più alla palude e mandando incessanti muggiti.
Curioso, il mandriano volle capire e vide, salito su un albero, che il bue leccava una statua che emergeva parzialmente dall’acqua.
Avvisato don Dussin, curato di puy, insieme ai suoi parrocchiani si avvicinarono alla palude e tagliata la boscaglia che la circondava, con una specie di ponte improvvisato riuscirono a tirare fuori dall’acqua la statua.
La lavano e la baciano con grande tenerezza, la adagiano su alcune pietre come fosse un piedistallo nel luogo dove ora si trova la Cappella della Fontana, si mettono in ginocchio e pregano.
Il vescovo di Dax volle andare personalmente a vedere questa immagine e a verificare i fatti straordinari che erano accaduti: ordinò che la statua fosse portata in un luogo più consono, cioè nella chiesa di Puy.
Sopra un carro tirato da due placidi buoi e in processione si avviarono ma, giunti dov’era l’antico oratorio, i buoi si fermarono e non fu più possibile farli avanzare.
Fu così che la statua venne ricollocata nello stesso luogo dove si trovava un tempo. Qui venne edificata una nuova chiesa inaugurata il giorno di Pentecoste del 1622 con una grande processione.
La Madonna porta il nome di Buglose che in greco significa ”lingua di bue”.
E’ seduta su una sedia con braccioli e ha sul capo una corona d’argento dorato. L’abito e la sedia sono dipinti come fossero di broccato d’oro.
A Puy nacque san Vincenzo de’ Paoli e dal XIX secolo in suo onore Puy si chiama Saint Vincent de Paul.

L'AGNELLO DELL'APOCALISSE
Il tondo raffigurante l’Agnello dell’Apocalisse è realizzato in terracotta policroma dipinta a freddo con pigmenti naturali di terre e minerali e con doratura al bolo secondo la tradizione delle Icone. E’ stato collocato sotto l'altare del Tabernacolo in occasione della Messa del Santo Natale 2006. La scultura in terracotta sotto l'altare raffigura Giovanni che poggia il capo sul cuore di Cristo nell'Ultima Cena. E’ stata scelta una creta chiara per richiamare il colore delle sculture in legno già presenti. La realizzazione di questa scultura è stata particolarmente coinvolgente: numerose persone mi hanno sostenuta sia con la preghiera, più che mai necessaria, sia passando a trovarmi mentre lavoravo.
Un elemento importante è sicuramente il volto di Gesù a cui don Franco mi aveva chiesto di porre una particolare attenzione. A questo proposito vorrei raccontarvi un aneddoto tra i tanti accaduti durante il lavoro: con la preoccupazione che venisse una cosa bella che invitasse all’immedesimazione e alla preghiera, il volto di Gesù è stato particolarmente impegnativo: più volte ne ho modellato i tratti, ma il giorno dopo trovavo la parte del viso crollata. Un giorno il  signor Arnaldo, che veniva spesso a vedere come procedeva il lavoro, mi disse che potevo far vedere a don Franco la scultura, perchè andava bene! La mia preoccupazione che crollasse era molta, ma quella volta il viso è rimasto intatto ed è quello che vediamo oggi.
Un altro elemento importante è il gesto delle mani: Gesù abbraccia Giovanni che a Lui si appoggia e Giovanni stringe con forza la mano a Gesù: così come Gesù si affida al Padre, Giovanni si aggrappa a Lui.
Realizzare questa scultura per me è stato un piccolo miracolo: non avevo esperienza di lavori di questo formato; ogni passaggio era una novità e un rischio: dalla struttura temporanea di sostegno della creta allo svuotamento delle figure, dal trasporto presso la fornace alla cottura. Anche il responsabile della fornace era rimasto sorpreso all’arrivo del pezzo: nonostante la tecnica di realizzazione non fosse standard, il lavoro era riuscito bene. Andò bene anche la delicata fase della cottura durante la quale si sarebbe anche potuto rovinare tutto.
La scultura è stata collocata sotto l’altare in occasione della Santa Pasqua del 2008.

 
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